Nel corso delle indagini realizzate sono state effettuate 85 giornate operative in mare, complessivamente sono state coinvolte nelle attività oltre 50 unità tra archeologi, operatori subacquei, geologi, geofisici, fotografi, architetti disegnatori e tecnici, per un totale di 512 giorni-uomo in mare.
Tutte le attività sono state condotte in stretta collaborazione e con il supporto e contributo fondamentale delle locali Soprintendenze.
Le indagini hanno consentito il censimento, il posizionamento, la documentazione e descrizione di 30 nuovi siti archeologici. I siti sono stati aggiunti alla banca dati GIS e sono andati ad integrare i 287 della precedente fase del Progetto Archeomar.
I 30 siti sono così distribuiti: tre sul Gargano, costituiti da due relitti ed una struttura; tre nelle acque di Margherita di Savoia (un relitto antico, un insieme di reperti, una struttura portuale inedita); 18 sono stati rinvenuti sui fondali di Crotone (10 relitti, sei insiemi di reperti e due strutture); sei nel Mar Grande di Taranto (due relitti, due insiemi di reperti e una struttura ed un reperto isolato).
Dodici dei 30 siti censiti risultano di età classica; 4 del periodo post-classico, 4 di età moderna e 1 di età contemporanea. Due siti sono costituiti da insiemi di reperti di epoche diverse, mentre 7 risultano di difficile inquadramento cronologico.
La totalità dei nuovi siti è stata rinvenuta in acque basse entro la batimetria dei 50 m. Ventidue dei 30 siti censiti nell’ambito dell’Atto Aggiuntivo al Progetto risultano inediti.