Nel corso dei millenni il Mar Mediterraneo ha rappresentato un crocevia di civiltà e scambi commerciali che hanno lasciato tracce ed importanti testimonianze sulle sue coste e sui fondi marini. I mari custodiscono un importante patrimonio archeologico sommerso, la cui conoscenza e precisa localizzazione sono i primi elementi base per assicurarne la tutela e la valorizzazione. Nell’ambito di una sempre maggiore sensibilizzazione riguardo la conservazione del patrimonio archeologico sommerso, è nato il Progetto Archeomar – censimento dei beni archeologici sommersi delle regioni Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. La sua realizzazione è stata possibile grazie allo stanziamento di fondi previsti dalla legge n. 264 (art.13, 8 nov. 2002). Successivamente è stata indetta dal Ministero per i Beni Culturali una gara internazionale, che è stata vinta dall’Associazione Temporanea di Imprese (ATI), capitanata dalla Cooperativa Nautilus, che si è così aggiudicata la realizzazione del progetto. L’ATI è composta da 8 aziende specializzate nei diversi settori dell’archeologia, dell’informatica e delle prospezioni geologiche marine. Il progetto, coordinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per i Beni Archeologici, Sezione Tecnica per l'Archeologia Subacquea si svolge in stretta collaborazione con le Soprintendenze per i Beni Archeologici delle 4 regioni coinvolte e con le Forze dell’Ordine preposte alla tutela del patrimonio nazionale. Il progetto è iniziato nell’aprile 2004.
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