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Metodi, mezzi e strumenti |
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La complessità degli obiettivi del progetto Archeomar comporta la multidisciplinarità delle metodiche e degli strumenti di approccio utilizzati per il raggiungimento dei risultati finali. Ogni Fase, essendo caratterizzata da profili di ricerca differenti, ha fatto riferimento a differenti metodologie. Fermo restando l’autonomia di scelta dei vari gruppi di esperti che hanno lavorato alla realizzazione delle varie Fasi, il comune denominatore per tutti è stato il riferimento alle tecniche metodologiche più aggiornate ed innovative in ciascun settore. Il personale dell’ATI, coinvolto direttamente nel progetto, ammonta ad oltre 120 esperti ed include: archeologi marini, geofisici, geologi, equipaggi delle imbarcazioni, piloti ROV, tecnici, grafici, fotografi, architetti ed esperti in informatica. FASE I Per le operazioni di spoglio dei dati pregressi sono state elaborate delle schede, calibrate sulle esigenze tecniche del progetto, in modo da standardizzare tipologicamente e qualitativamente la raccolta delle notizie necessarie al censimento del patrimonio archeologico subacqueo. Tali schede, in previsione della loro immissione nel GIS, sono state predisposte in sinergia con gli informatici in modo da facilitarne il successivo caricamento. La scheda documentaria Per supportare gli archeologi-schedatori nel trattamento sintetico e analitico delle informazioni archivistico/bibliografiche, è stata concepita una scheda documentaria che normalizzasse, con l’ausilio di vocabolari terminologici, le modalità di raccolta dei dati. La scheda di informazione orale Nell’ambito del progetto è dato particolare rilievo anche alla possibilità di recuperare informazioni inedite attraverso interviste a persone o enti (cooperative di pesca, diving center o appassionati locali) disposte a fornire indicazioni utili alla localizzazione dei siti. Allo scopo è stata predisposta una scheda di informazione orale. Il GIS La grande quantità di informazioni raccolta durante l’esecuzione del progetto è stata inserita in un Sistema Informativo Geografico (GIS). I siti indagati nel corso delle attività di censimento (Fase I e Fase II), sono stati posizionati all’interno del sistema. Per ogni sito è stata inoltre realizzata una base di dati costituita da immagini, foto, filmati, schede documentali e ogni altra informazione ritenuta significativa per gli scopi del progetto: all’interno del GIS è possibile accedere a questi dati attraverso la consultazione degli allegati associati ad ogni sito. Sono inoltre disponibili, per i siti investigati nell'ambito dei rilievi in mare, tutti i dati derivati delle ricerche, quali batimetrie e sonogrammi Side-Scan-Sonar. IL GIS del Progetto Archeomar è stato realizzato sulla base del prodotto software al momento leader in questo settore: ArcGIS della ESRI Software. L’architettura del sistema è strutturata secondo il modello client/server che ha permesso di ottenere, tra l'altro, una grande flessibilità per l’inserimento, l’aggiornamento e la divulgazione dei dati. Al sistema si aggiunge inoltre il componente WebGIS predisposto per consentire - attraverso la rete Internet - alle Soprintendenze delle regioni coinvolte (dotate nell’ambito del progetto di una postazione appositamente dedicata con Internet) la consultazione ed eventualmente l'aggiornamento dei dati contenuti nel GIS attraverso un’intuitiva interfaccia web. FASE II Sono state impiegate tre unità operative, ciascuna delle quali disponeva di una nave oceanografica (Minibex, Janus e Coopernaut Franca) opportunamente attrezzata. Mezzi navali minori hanno hanno supportato le navi oceanografiche per eseguire rilievi e prospezioni in zone costiere (bassi fondali). Le operazioni in mare sono state condotte in stretta collaborazione con le Soprintendenze competenti e con il supporto e la collaborazione delle Forze dell’Ordine, preposte alla tutela e salvaguardia del mare. Inoltre, fondamentale per la riuscita del progetto, è stata la collaborazione di decine di "diving center" e segnalatori dislocati lungo le coste delle 4 regioni coinvolte. Sistemi di posizionamento Il posizionamento di superficie è stato garantito dall’impiego di sistemi satellitari GPS (Global Positioning System), in modalità differenziale, che forniscono dati cartografici con precisione submetrica. Il posizionamento dei veicoli subacquei e delle attrezzature immerse (sottomarini, ROV, Tow-Fish dei sistemi Side-Scan-Sonar, Sub-Bottom-Profiler, magnetometri, etc..) è stato assicurato da sistemi di posizionamento acustico sottomarino di tipo USBL (Ultra-Short Base Line).  Sistemi per la ricerca strumentale La ricerca strumentale è stata condotta con strumenti e metodi tipici delle indagini geofisiche che opportunamente tarati e modificati si prestano alle ricerche in archeologia marina. - I rilievi batimetrici sono stati eseguiti prevalentemente utilizzando sistemi ecoscandagli multibeam (multi fascio).
- I rilievi morfologici del fondo marino, sono stati eseguiti con l’impiego di sistemi Side-Scan-Sonar a doppia frequenza operativa (normalmente 100 e 500 kHz) che consentono di ottenere in tempo reale la “fotogrammetria ultracustica” del fondo marino, ovvero la sua registrazione in immagini digitali, non distorte e ad altissima risoluzione nonché georeferenziate.
 - I rilievi stratigrafici dei primi strati del fondo marino, sono stati effettuati con l’impiego di sistemi di tipo Sub-Bottom-Profiler. Tali indagini possono identificare eventuali strutture sommerse e interrate nel sedimento, e quindi non visibili con il sistema Side-Scan-Sonar.
 - I rilievi magnetometrici, laddove si è ritenuto che le strutture da cercare potessero presentare anomalie magnetiche significative, sono stati effettuati utilizzando un magnetometro differenziale (ovvero due magnetometri affiancati).
 Veicoli a guida remota (ROV) della classe Super Achille, un sottomarino in grado di ospitare due persone (il Remora), oltre che l’immersione diretta di archeologi subacquei, nei siti entro la batimetrica dei 50 m, hanno permesso di avere le immagini di quanto individuato e localizzato con la ricerca strumentale. Nei siti sono state effettuate riprese con telecamere digitali ad alta definizione ed immagini fotografiche. Sistemi integrati di acquisizione dati e navigazione I vari sensori impiegati (multibeam, singlebeam, side scan sonar, ROV, etc.) e naturalmente i sistemi di posizionamento DGPS e USBL sono stati interfacciati con i vari sistemi integrati di acquisizione dati e navigazione, costituiti dai seguenti componenti: - Package software multi-funzione specializzati (tipo ISIS, Neptune, PDS 2000, Hydro), espressamente concepiti per questo tipo di attività (posizionamento, navigazione guidata, acquisizione dati in continuo);
- Personal computers adeguatamente configurati;
- Monitors supplementari per guida in linea delle unità operative;
- Periferiche varie (stampanti, plotter, etc..);
- Girobussole;
- Interfaccie multiporta.
Controllo video delle prospezioni La prima registrazione dei dati a bordo I risultati conseguiti nella individuazione di siti archeologici sommersi ottenuti mediante l’utilizzo di uno o più sistemi sono confluiti nella redazione di una scheda-sito. La scheda ha costituito un prezioso contributo nel quale far confluire non solo i dati strumentali, ma tutte le operazioni di indagine, nonché la registrazione di tutti i dati di bordo. La compilazione della scheda-sito effettuata da un archeologo subacqueo, responsabile a bordo della nave delle operazioni di ricerca, risulta uno strumento indispensabile per “fissare” i passaggi fondamentali delle operazioni a mare, nonché per la verifica della correttezza della procedura adottata o dei problemi riscontrati.
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