MIBAC - Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici
 
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Progetto Archeomar
Archeomar
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Indagini in mare Stampa E-mail

1. Introduzione

Gli orientamenti delle strategie di pianificazione e di intervento delle ricerche in questo settore sono state concordate con il MiBAC che ha indicato le priorità di ricerca. La base documentaria che ha costituito il punto di partenza nella ricerca dei siti subacquei è stata fornita dalle 513 schede-sito elaborate nella precedente fase. Ma molti sono stati i siti di nuova acquisizione censiti nel corso delle indagini dirette.

Le indagini in mare, cominciate nel giugno 2004, sono state completate nel mese di luglio 2005, dopo una pausa invernale nel periodo compreso tra dicembre 2004 e maggio 2005.





2. Le procedure

Per le ricerche in mare ci si è avvalsi delle più avanzate tecnologie di analisi e valutazione dei fondali subacquei. Alla lista dei 513 potenziali siti archeologici da censire, individuati dalla Fase I, sono stati applicati 3 livelli di selezione al fine ottenere una “short list” dalla quale cominciare i rilievi in mare. 117 segnalazioni derivate dalle indagini dirette si sono integrate ed aggiunte alla lista dei siti da indagare.

Sono stati quindi eseguiti rilievi e indagini strumentali (side-scan-sonar, multibeam, sub-bottom-profiler, ROV) che hanno consentito di acquisire tutte le informazioni possibili ai fini della classificazione e del censimento dei beni archeologici sommersi. Inoltre, quando sussistevano le necessarie condizioni di sicurezza, sono state condotte indagini con operatori subacquei specializzati, volte ad accertare la natura e consistenza dei beni, unitamente alla valutazione delle condizioni di giacitura, del loro stato di conservazione, della loro posizione ed estensione.


3. I numeri della ricerca in mare

I principali numeri relativi alla ricerca in mare sono stati organizzati in tre diverse categorie:

  • una prima categoria riguardante i dati tecnici relativi allo sforzo di indagine sul campo, inteso come giornate nave, giornate uomo, giornate immersione, i segnalatori che hanno contribuito al progetto, ecc…;
  • un secondo raggruppamento di dati si riferisce ai risultati generali, includendo le diverse tipologie dei siti individuati e l’analisi di alcuni fattori quali l’integrità, il rischio e la profondità;
  • un terzo raggruppamento riguarda invece i dati specifici a livello regionale: in forma di tabelle, regione per regione, sono illustrate le tipologie di ritrovamento.


Maggiori approfondimenti e dettagli sui risultati del progetto sono disponibili nell'Atlante dei Siti.


Lo sforzo di indagine

Complessivamente sono state effettuate 368 giornate di rilievi in mare, delle quali 322 operative e 46 non operative.

Conteggiando esclusivamente gli equipaggi, complessivamente sono 1440 le giornate-uomo in mare.

Gli operatori, che includono oltre agli archeologi subacquei e navali ed ai geofisici, le altre diverse figure professionali che si sono alternate sulle navi durante le indagini (piloti ROV, tecnici di posizionamento, tecnici iperbarici, sommozzatori OTS, ecc.), i segnalatori imbarcati e gli addetti del ministero (ispettori e incaricati dalle Soprintendenze), ammontano complessivamente a 1840 giornate-uomo in mare. La somma di equipaggi e operatori ammonta ad un totale di 3280 giornate/uomo in mare effettuate nell’ambito della Fase II del Progetto.


Operatori imbarcati sulle navi durante i rilievi del 2004 e del 2005
TIPOLOGIA OPERATORE
N° Giorni
Archeologi
445
Piloti ROV – Sottomarino
326
Operatori Posizionamento
254
Sommozzatori
196
Segnalatori
114
Geofisici
96
Geologi
93
Coordinatori Tecnici
65
Tecnici Iperbarici
54
Responsabili Soprintendenza
135
Funzionari Ministero
31
Geomorfologi
31
Totale presenze operatori
1840

Gli sforzi di indagine strumentale delle tre principali metodologie di ricerca possono essere sintetizzati nella seguente tabella.


Quantificazione delle principali metodiche di indagine
TIPOLOGIA INDAGINE
QUANTITA'
Rilievi side-scan-sonar
360 kmq
Immersioni subaquee
176
Rilievi ROV
oltre 300


Complessivamente sono stati coinvolti nel progetto 129 segnalatori che risultano equamente distribuiti tra le 3 principali regioni coinvolte.

Percentuale di segnalatori distribuiti per regione
Percentuale di segnalatori distribuiti per regione


Talvolta più segnalatori hanno fornito indicazioni relative allo stesso sito. Complessivamente il numero di siti segnalato è pari a 117. Ventotto di questi 117 siti erano già noti dalla letteratura.


Per quanto riguarda la tipologia dei segnalatori, questi sono stati principalmente subacquei sportivi e accompagnatori subacquei di diving, anche se non sono mancati pescatori, rappresentanti delle forze dell’ordine locali (Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia) e associazioni/appassionati di storia locale.


I risultati generali

Complessivamente sono stati individuati 287 siti archeologici organizzati all’interno della banca dati GIS in 4 principali macro-tipologie:


Dei 287 siti individuati, oltre 100 risultano inediti.

Nella tabella seguente sono schematicamente riportate alcune principali indicazioni riguardo la totalità dei 287 siti individuati:

  • profondità di giacitura (distinto in 4 livelli: 0-12 m. / 12-50 m. / 50/100 m. / oltre 100 m.)
  • grado di integrità (distinto in: integro – non integro – da verificare – non determinabile)
  • grado di rischio (distinto in: alto – medio – basso – da verificare)




Caratteristiche generali dei siti individuati
PROFONDITA’ RISCHIO INTEGRITA' TIPOLOGIA
0-12 48% ALTO 26% INTEGRO 27%
RELITTO DI NAVE O ALTRO MEZZO 47%
12-50 33% MEDIO 17%
NON INTEGRO 69%
STRUTTURA 16%
50-100 13%
BASSO 57% DA VERIFICARE 3%
INSIEME DI REPERTI 23%
OLTRE 100 6%  
NON DETERMINABILE 1%
REPERTO ISOLATO 14%



I relitti

I relitti individuati sono stati ulteriormente distinti in 3 principali categorie:

  • Relitti di navi/imbarcazioni
  • Probabili Relitti di Navi/Imbarcazioni (nel caso di concentrazioni di carichi e/o dispersione di materiali apparentemente non in giacitura secondaria o che non sembrano derivare da perdite o getto di carichi e/o parti di essi dalla superficie)
  • Relitti di Mezzi non navali (tutti di età contemporanea, quali Sottomarini, Mezzi da sbarco, Aerei, Carri Armati)

Nelle tabelle che seguono sono illustrati le tipologie specifiche, e, nel caso dei soli relitti, anche indicazioni in merito alla cronologia.



Relitti: Tipologia
TIPOLOGIA RELITTI PROBABILI RELITTI E ALTRI MEZZI NON NAVALI
N° SITI
RELITTO
89
RELITTO CON CARICO
10
PROBABILE RELITTO
13
PROBABILE RELITTO CON CARICO
7
SOTTOMARINO
6
AEREO
5
CARRO ARMATO
1
MEZZO DA SBARCO
4
TOTALI
135



Le strutture

Le strutture individuate (45) sono state ulteriormente distinte in 8 principali categorie.


Strutture: Tipologia
STRUTTURE
N° SITI
CAVA
9
COSTRUZIONE PORTUALE
7
COSTRUZIONE SOMMERSA
20
PESCHIERA
5
AREA ARCHEOLOGICA SOMMERSA
4
TOTALE
45




Insiemi di reperti

Gli insiemi di oggetti/reperti di diversa natura sono stati ulteriormente distinti in 9 principali categorie.


Insiemi di oggetti: Tipologia
INSIEME DI OGGETTI
N° SITI
ANCORE
5
FRAMMENTI CERAMICI
5
FRAMMENTI DI ANFORE
10
GRUPPO DI ANFORE
1
INSIEMI DI REPERTI
42
LATERIZI
1
RITROVAMENTO INDERMINATO
3
TOTALE
67



Reperti isolati

I singoli oggetti sono stati ulteriormente distinti in 5 principali categorie.



Singoli oggetti: Tipologia
REPERTI ISOLATI
N° SITI
ANCORA
10
CEPPO D'ANCORA
3
ANFORA ISOLATA
8
COLONNA
2
ALTRO SINGOLO OGGETTO
17
TOTALE
40





Approfondimenti regionali
Regione per regione sono di seguito riportati i risultati relativi alle indagini in mare.

REGIONE CALABRIA

In Calabria nell’arco di 89 giornate operative in mare sono stati complessivamente individuati e documentati 99 siti.



Regione Calabria: principali caratteristiche dei siti
PROFONDITA' RISCHIO INTEGRITA' TIPOLOGIA
0-12 m 60 ALTO 26 INTEGRO 32 RELITTO DI IMBARCAZIONE
46
12-50 22 MEDIO 12 NON INTEGRO 67 RELITTO DI ALTRO MEZZO
2
50-100 11 BASSO 61

STRUTTURA 19
OLTRE 100 m. 6



INSIEME DI REPERTI 23






IREPERTO ISOLATO 9


REGIONE CAMPANIA

Durante 114 giornate operative in mare sono stati posizionati e documentati 90 siti archeologici sommersi.


Regione Campania: principali caratteristiche dei siti
PROFONDITA' RISCHIO INTEGRITA' TIPOLOGIA
0-12 m 33 ALTO 31 INTEGRO 24 RELITTO DI IMBARCAZIONE 28
12-50 29
MEDIO 6
NON INTEGRO 63
RELITTO DI ALTRO MEZZO
7
50-100 19 BASSO 53 DA VERIFICARE 3 STRUTTURA 19
OLTRE 100 m 9



INSIEME DI REPERTI 15






REPERTO ISOLATO 21


REGIONE PUGLIA

Novantaquattro siti sono stati individuati e documentati nell’arco di 109 giorni operativi in mare.

Regione Puglia: principali caratteristiche dei siti
PROFONDITA' RISCHIO INTEGRITA' TIPOLOGIA
0-12 41 ALTO 17 INTEGRO 19 RELITTO DI IMBARCAZIONE
45
12-50 41 MEDIO 31 NON INTEGRO 65 RELITTO DI ALTRO MEZZO
7
50-100 10 BASSO 46 DA VERIFICARE 7 STRUTTURA 7
OLTRE 100 2

NON DETERMINABILE 3 INSIEME DI REPERTI
26






REPERTO ISOLATO 9



REGIONE BASILICATA

Complessivamente, tra versante tirrenico e ionico, sono stati effettuati 10 giorni operativi in mare. Sono stati posizionati e documentati 4 siti archeologici.



Regione Basilicata: principali caratteristiche dei siti
PROFONDITA' RISCHIO INTEGRITA' TIPOLOGIA
0-12 4 MEDIO 1 NON INTEGRO 4 INSIEME DI REPERTI 3


BASSO 3

RITROVAMENTO INDETETERMINATO – PROBABILE STRUTTURA 1


Dei 3 “insiemi di reperti” posizionati, 2 sono costituiti da frammenti ceramici e 1 da laterizi. Il ritrovamento indeterminato è costituito principalmente da 5 anomalie, individuate, mediante sub bottom profiler, sotto il sedimento, nella zona che potrebbe corrispondere a strutture del sito dell’antica Metaponto.

4. Alcune immagini

Le immagini dei siti sono disponibili nell’ Atlante dei Siti. Qualche immagine relativa ad alcuni tra i ritrovamenti più significativi è disponibile di seguito.


I relitti di Capri

Tra i più significativi e meglio conservati relitti individuati c’è senz’altro quello di Capri, Bocca Grande



un esteso giacimento di anfore, prevalentemente anfore Dressel 21/22, pertinente ad una imbarcazione databile intorno al I sec. d.C. . La maggior parte delle anfore è stata rinvenuta ancora in posizione di carico con almeno tre file sovrapposte. Nell’area di Capri Bocca Piccola è stato individuato un altro relitto con un carico di anfore Tripolitane (Tripolitana I) e databile tra il I ed il II sec. d.C.. Il giacimento che disegna una forma stretta ed ovale ha consentito di identificare le estremità dell’imbarcazione.



L’altro spettacolare ritrovamento è costituito dal relitto di Punta dell’Arcera,


un consistente cumulo di anfore cilindriche di tipi ascrivibili alla tarda età imperiale (Keay 25, Africana II). La maggior parte dei reperti appare ancora in posizione di carico, ossia nella posizione che verosimilmente doveva avere nella stiva.



Il relitto delle “Pigne”

Tra i relitti riferibili al periodo medievale va citato il cosiddetto relitto delle “pigne”.




Individuato nell’area di Salerno, è caratterizzato dalla presenza di un carico molto particolare: un centinaio di pigne chiuse sparse su un’area piuttosto estesa (30 m. x 9 m.). Oltre alle pigne sono visibili tra i reperti alcuni contenitori in ceramica grezza, olle, un’anfora biansata con corpo ovoide con evidenti tracce di invetriatura di colore marron-scuro,un frammento di ancora ed elementi eterogenei come lingotti in metallo, dischi in legno elementi cilindrici in metallo.


Il relitto di Cala degli Inglesi (Isole Tremiti)

Di rilievo per la sua importanza storica il rinvenimento nelle acque delle Isole Tremiti


di un relitto risalente alla seconda metà del 1800. Sono stati individuati i resti metallici concrezionati ed in buona parte contorti: probabilmente parti metalliche relative alla trasmissione, che doveva essere a vapore. Sulla base di una ricerca storica sui relitti delle Tremiti è probabile che l'imbarcazione possa essere messa in relazione ad un passaggio di Giuseppe Garibaldi nella zona, di ritorno da un rifornimento di viveri e mezzi avvenuto in Molise.


I relitti dello “Stretto”

A 150 m di profondità nelle acque dello Stretto di Messina


giace una nave porta vagoni ferroviari: le dimensioni (50 m. x 15 m.), le caratteristiche tecniche, una nave con propulsione a pale, lo stato di conservazione dello scafo in metallo e della coperta in legno ne fanno un rinvenimento di notevole interesse. Si distinguono nella loro spettacolarità sul lato di dritta della zona prodiera un cannoncino montato su una base girevole; in coperta i binari ferroviari piegati verso dritta; i resti di un carro ferroviario con i montanti in legno ancora eretti.


I relitti del secondo conflitto mondiale

Numerosi sono i relitti attribuibili ad epoca contemporanea ed in particolare all’ultimo conflitto mondiale. Di molte di queste imbarcazioni conserviamo una documentazione d’archivio relativa ai momenti finali del loro utilizzo prima dell’affondamento. Ne segnaliamo alcune tra le più suggestive e consistenti dal punto di vista della conservazione.

Nel salernitano, nella zona di Punta Licosa


è presente il relitto del sommergibile Velella, varato nel 1936 ed affondato nel 1943 dal sommergibile britannico “Shakespeare”. Il relitto di notevoli dimensioni (ca 60 m. di lungh. x 7 m. di largh.) giace a 140 m. di profondità in condizioni di generale integrità. Si notano i boccaporti ancora chiusi. Sono evidenti i danni subiti nella poppa durante l’affondamento, mentre in prossimità delle eliche è visibile una grande ala che si presuppone essere uno stabilizzatore.

Altri imponenti relitti sono quelli presenti nella zona di Sorrento e relativi ai relitti delle navi Valsanemi,

detto relitto di levante, e il Valsavoy,

detto relitto di ponente. Del primo, ancora in assetto di navigazione, è rimarchevole l’ottimo stato di conservazione, con ben evidenti le stive, la postazione di comando, l’elica di riserva ed un cannone; anche del secondo sono ben visibili le mura a dritta, le stive, l’argano per la scialuppa di salvataggio e la poppa.


Le strutture

La maggior parte delle strutture sono costituite da complessi per lo più di epoca romana afferenti o a strutture portuali, a settori di ville marittime, ambienti prospicienti la costa spesso con funzioni commerciali o produttive nel settore della lavorazione del pescato, talvolta zone di cava ubicate in area costiera.

Per l’importanza storica che riveste il territorio nel quale sono ubicati, risultano rilevanti alcuni ambienti rinvenuti a Pozzuoli.


Gli ambienti si affacciano su un asse stradale con colonnato in laterizio. La strada e gli ambienti sono paralleli alla costa. Nel sito sono stati rintracciati frammenti marmorei e frammenti di statua. Il sito di nuova acquisizione è importante perché costituisce il tratto di unione fra Pozzuoli ed il “Portus Iulius”, un settore di notevole importanza commerciale.

Fra gli altri è stato censito, già parzialmente conosciuto, il porto romano della città di Egnatia. In particolare si tratta delle strutture relative al molo settentrionale costituite da plinti con il paramento in opera reticolata. Nella porzione della struttura verso la terraferma sono state individuate probabili bitte per l’ormeggio.

Nella zona di Vibo Valentia, in loc. Formicoli, sono presenti una serie di strutture in parte emerse, in parte completamente sommerse, conosciute come “Forum Herculis”. L’area di interesse è di notevoli dimensioni: ca 400 mq. In evidenza una struttura muraria che conserva le bitte d’ormeggio.




Reperti mobili

Sotto questa denominazione rientrano tutti quegli oggetti e reperti rinvenuti isolati o in associazione con altri reperti anche di natura eterogenea sia per materiale che per cronologia, che non possono essere attribuibili a relitti o a giacimenti ed il cui carattere al momento sembra essere casuale. Prevalentemente tra questi ritrovamenti compaiono reperti ceramici (anfore, piatti, ceramica frammentaria), ancore, frammenti marmorei o lapidei.


 
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